Risarcimento Danni

Incidente stradale mortale cosa fare, a chi spetta il risarcimento, tempi e modalità

incidente stradale mortale
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Cosa fare in caso di incidente stradale mortale? Il diritto al risarcimento danni derivante da un sinistro stradale mortale, spetta ai congiunti della vittima, salvo casi particolari. Questi ultimi, infatti, possono farsi rappresentare da uno studio e agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno subito dalla vittima. Inoltre, bisogna precisare che un’attenta analisi e consulenza sono fondamentali per garantire ai familiari di una vittima di incidente stradale mortale il giusto risarcimento.

In mancanza di congiunti diretti, possono richiedere il risarcimento le vittime secondarie:

  • Coniuge, figli, fratelli, sorelle, nonni, nipoti in linea retta anche se non conviventi;
  • Convivente more uxorio (unione stabile);
  • parenti non diretti: Cugini, zii, cognati ecc.
  • Chiunque possa dimostrare che abbia subito un danno derivante dalla morte della vittima

Incidente stradale mortale, la procedura

Nel momento in cui avviene un sinistro stradale mortale, la Procura della Repubblica dispone che la Polizia Giudiziaria notifichi l’avviso di imminente conferimento dell’incarico al medico legale, che si occuperà dell’esame autoptico, alla persona sottoposta alle indagini e alle persone offese (congiunti della vittima). Tutte le persone coinvolte possono nominare un consulente personale che li assista in tutte le fasi del procedimento, dall’accertamento tecnico alle indagini scientifiche e così via. Tale principio è sancito dall’art. 360 c.p.p. Le persone coinvolte in un sinistro stradale con morto possono nominare un consulente di parte che potrà assistere all’accertamento autoptico, che per sua natura è un atto irripetibile. 

Il primo atto che l’Autorità Giudiziaria compie è quello di individuare le parti offese, ossia i parenti della vittima, che dovranno costituirsi parte civile nel processo. In generale si tratta di parenti stretti della vittima: figli, genitori, fratelli, sorelle, coniuge. Durante il processo, il giudice potrebbe anche stabilire un risarcimento a persone che non hanno vincoli di sangue con la vittima, purché vengano fornite prove di un importante legame affettivo con il defunto.

Cos’è la ricostruzione cinematica?

In seguito ad un incidente stradale mortale viene disposta la ricostruzione cinematica dell’incidente stradale. Si tratta di una procedura che ha lo scopo di comprendere se i comportamenti dei guidatori parti in causa risultino conformi alla normativa del codice della strada. Ciò permette di stabilire il legame di causa, detto anche nesso di causa tra il rispetto delle norme e la limitazione/prevenzione del sinistro. Il pubblico Ministero incarica un consulente tecnico per la ricostruzione cinematica dell’incidente stradale mortale, che verrà notificato alle parti in causa. Tale avviso è contestuale a quello relativo all’espletamento dell’autopsia.

Con questo procedimento, nella pratica si vuole stabilire se un comportamento diverso delle parti in causa avrebbe potuto evitare il sinistro stradale mortale. Ciò serve, ovviamente, a stabilire il grado di colpe e le responsabilità delle persone coinvolte. Si tratta di prove e informazioni utili ai fini del risarcimento danni ai familiari della vittima di incidente stradale mortale. 

Risarcimento incidente stradale mortale Latina

Grande scalpore ha suscitato, ad esempio l’incidente mortale avvenuto a Latina nel Borgo Santa Maria il 31 ottobre 2024, dove il conducente che ha provocato il sinistro è attualmente indagato per omicidio stradale. Nell’impatto ha perso la vita un uomo di 43 anni, morto sul colpo. La dinamica dell’incidente stradale mortale a Latina è chiara per chi indaga. Il conducente 41enne è sospettato di aver azzardato un sorpasso, nel momento in cui sopraggiungeva dal lato opposto la moto Ktm Adventure 1190 con a bordo la vittima. L’uomo accusato sarà sentito dagli inquirenti nei prossimi giorni.

Danni risarcibili in seguito a incidente stradale mortale

I danni risarcibili in caso di sinistro stradale che abbia provocato la morte della vittima si distinguono  danni patrimoniali e danni non patrimoniali. Gli articoli 1223 e 2056 c.c. stabiliscono che i danni patrimoniali che potrebbero intervenire riguardano il lucro cessante e il danno emergente. 

Secondo la legge rientrano nei danni patrimoniali, il danno emergente, come le spese che intaccano il patrimonio della vittima (eventuali spese mediche prima del decesso, spese mediche, cure eventuali, spese funebri, spesi trasferimento salma ecc.). Il lucro cessante è conseguente alla perdita delle spettanze economiche che il defunto avrebbe assicurato ai bisogni della famiglia. Tale  tipologia di danno è difficilmente dimostrabile, in quanto esige prove tangibili ed evidenti.  Ne consegue che tale risarcimento spetta agli eredi, in quanto non ricevono introiti economici futuri utili al sostentamento della famiglia. 

I danni non patrimoniali che derivano da un incidente mortale riguardano la sofferenza subita dai congiunti della vittima. Anche questi tipi di danni vanno documentati e dimostrati, infatti, la giurisprudenza al riguardo è alquanto ambigua. 

Risarcimento danni incidente mortale: danno terminale

La sentenza 15350/2015 Corte di Cassazione ha stabilito che nella sola ipotesi in cui le lesioni subite dalla vittima non procurino morte immediata possa essere liquidato il danno terminale. 

In realtà si tratta di una questione complessa. Infatti, in teoria la vittima di un incidente mortale non può ricevere un risarcimento. Quest’ultimo dovrebbe essere trasferito agli eredi. 

Si tratta di un danno per la perdita della vita. La sentenza menzionata ha stabilito che il deceduto non può acquistare alcun risarcimento. Ciò accade quando la morte avviene nel momento stesso dell’incidente. Il danno biologico a cui facciamo riferimento, presuppone che la vittima sia rimasta in vita per più di 24 ore dal sinistro. 

Di conseguenza, la sentenza n. 18163 del 2007 della Corte di Cassazione ha stabilito quanto segue:  

“L’apprezzabilità dello spazio intertemporale richiesta dalla giurisprudenza consiste nel requisito di una netta separazione temporale fra i due eventi che valga a distinguere la loro verificazione nel tempo. Verificatosi questo requisito il danno biologico terminale è sempre esistente per effetto della percezione anche non cosciente della gravissima lesione dell’integrità personale della vittima nella fase terminale della sua vita”.

Sinistri mortali, danni non patrimoniali risarcibili 

  • Iure hereditatis: Si tratta del risarcimento del danno biologico in favore degli eredi della vittima. Questo caso si verifica a patto che sia trascorso un determinato tempo. In realtà è un danno che spetta alla vittima, e che si trasferisce agli eredi;
  • Iure proprio: Questo tipo di danno si palesa nel danno esistenziale che deriva dalla perdita di un parente
  • Danno terminale: introdotto con sentenza n. 15350/2015, riguarda l’ipotesi in cui le lesioni riportate portino alla morte dopo un periodo di tempo;
  • Danno del nascituro: In questo caso il danno si palesa quando la vittima dell’incidente mortale era in attesa di un bambino. In questa circostanza il danno riguarda la perdita affettiva ed economica

Danno non patrimoniale per la morte del congiunto – Risarcimento sinistro stradale mortale

Tabella risarcimento danni incidente stradale mortale

RAPPORTO DI PARENTELAVALORE MONETARIO BASEAUMENTO PERSONALIZZATO(FINO A MAX)
A favore di ciascun genitore per morte di un figlio€ 168.250,00€336.500,00
A favore del figlio per morte di un genitore€168.250,00€336.500,00
A favore del coniuge (non-separato), della parte dell’unione civile o del convivente di fatto sopravvissuto€168.250,00€336.500,00
A favore del fratello per morte di un fratello€24.350,00€146.120,00
A favore del nonno per morte di un nipote€24.350,00€146.120,00

Incidente mortale: Prescrizione e come ottenere il risarcimento

Il termine entro il quale richiedere il risarcimento è sancito nell’art. 2947, che stabilisce in due anni il termine entro il quale far valere il proprio diritto.

Dopo un incidente stradale mortale si apre una procedura sia civile sia penale. I congiunti della vittima, in riferimento al processo penale nominano consulenti di parte, affinché siano espletate le perizie tecniche e medico legali e le procedure atte a determinare la dinamica dell’incidente, il nesso causale tra incidente e morte della vittima. 

La Compagnia di assicurazione di chi ha provocato l’incidente, viene messa in mora a cura del legale che rappresenta i congiunti della vittima.  

Quali sono i criteri secondo cui si quantifica il danno non patrimoniale spettante ai familiari delle vittime di sinistro stradale mortale?

  • Il grado di parentela con il defunto;
  • L’età della vittima e della vittima secondaria;
  • La convivenza con la vittima o congiunto;
  • La qualità dei rapporti con il defunto;
  • La presenza o l’assenza di parenti sopravvissuti


Incidente stradale mortale, cosa può fare Tutelaprima?

La delicatezza e la complessità di un risarcimento danni incidente stradale mortale comporta una serie di interessi di diversa natura. Parliamo di danni non patrimoniali, individuabili nella perdita di un familiare, come il danno morale e il danno psicologico. Va sottolineato, inoltre che la materia è oggetto di diritto penale, e di conseguenza la consulenza non può non avere un carattere tecnico e scientifico. Infatti, un sinistro stradale mortale richiede una serie di indagini approfondite relative ai luoghi, alle testimonianze, analisi referti medici, risultati analisi alcol test, rilievi scientifici e così via. Tutelaprima è la prima realtà in Italia che si occupa di risarcimento danni per incidenti stradali mortali. Ci avvaliamo di legali esperti per definire i danni derivanti da incidenti mortali e i nostri consulenti hanno le necessarie competenze per avviare le procedure in sede civile e penale. 

Il nostro team di esperti comprende medici legali, consulenti di parte specializzati in incidenti mortali, per espletare tutte le perizie e i rilievi per risalire alla dinamica dell’incidente e ottenere il giusto risarcimento.

Assistiamo gli aventi diritto, congiunti della vittima in tutto il territorio nazionale, grazie alla collaborazione con psicologi, periti e tecnici esperti nel settore. 

a cura di Tutelaprima

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