malasanità

Malasanità, cos’è e cosa fare

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  1. Cosa s’intende per Malasanità
  2. Casi di malasanità: responsabilità e procedure da seguire
  3. Causa di malasanità, la procedura
  4. Cause di malasanità: Riferimenti normativi
  5. Malasanità: Cosa può fare Tutelaprima?
  6. Malasanità: Domande frequenti
  7. Approfondimenti: Diritti del malato

Si parla spesso di Malasanità, con riferimento a eventi di vario genere come ricoveri, interventi chirurgici o terapie inappropriate, che pregiudicano la salute dei pazienti. In ogni caso, prima di stabilire se un paziente è stato vittima di un episodio di malasanità, è necessario fare alcune importanti considerazioni, per evitare errori di valutazione.

In generale, per malasanità s’intende la negligenza del personale medico sanitario, della struttura ospedaliera, con riferimento all’organizzazione e alle procedure adottate nei confronti del paziente.

Spesso è facile confondere la malasanità con disservizi ricevuti in ospedali o presidi sanitari, di cui è opportuno accertare responsabilità e cause.

Quando l’evento di malasanità è verificato e denunciato, i medici e il personale paramedico ne risponderanno in sede giudiziale, nel momento in cui il paziente leso presenterà la richiesta di risarcimento danni.

In quest’articolo approfondiremo i casi di malasanità, come avvengono, quali sono i tempi e i costi, come riconoscerli e cosa fare se si è vittima di un caso di malasanità.

Cosa s’intende per Malasanità

Errore medico, somministrazione di una prestazione sanitaria, errore diagnostico: queste sono alcune delle categorie all’interno delle quali si può parlare di malasanità.

Un altro presupposto da considerare nella malasanità è la presenza di colpa medica, che ha causato un danno permanente al paziente.

Per meglio comprendere l’argomento che stiamo trattando, diremo anche che per malasanità si intendono tutti i casi in cui il paziente, sottoposto a cure e/o interventi presso istituti pubblici e/o privati, abbia ricevuto cure non adeguate che hanno provocato danni alla sua persona.

Come posso sapere se ho avuto danni provocati da malasanità?

La definizione di malasanità e l’ambito entro il quale quest’ultima si muove ci portano naturalmente a porci questa domanda.

Un’altra domanda che spesso ci si pone è: Come faccio a sapere se il problema di cui soffro non sia causa naturale della mia malattia?

La risposta è più semplice di quanto si pensi: Se in seguito a interventi o terapie il paziente non ha risolto il suo problema o, addirittura, ha visto un aggravarsi della sua condizione di salute, con molta probabilità, ci troviamo in presenza di un caso di malasanità. Il quadro clinico immutato oppure peggiorato faranno pensare a errate procedure o a una cattiva esecuzione di interventi nei confronti del paziente.

Possiamo, in questo caso, facilmente individuare nell’assenza della risoluzione del problema (o nel suo aggravarsi), sicuramente un caso di malasanità.

Casi di malasanità: responsabilità e procedure da seguire

Una volta accertata la responsabilità, l’errore e la colpa medica, bisogna procedere con il primo passo fondamentale:

Il paziente dovrà fornire ad uno studio tutta la documentazione medica in suo possesso (senza tralasciare alcun passaggio o certificato, corredando la stessa da una breve cronistoria dei fatti avvenuti, raccontata di suo pugno)

Tutelaprima, grazie alla sua pluriennale esperienza nel campo del risarcimento danni per malasanità, è in grado di individuare se coesistono condizioni e presupposti, che possano delineare un caso di malasanità.

Il perno principale di una causa per malasanità è sicuramente la relazione medico legale, che certifica in modo inequivocabile, il danno subito dal paziente. A tal proposito, la documentazione medica precedente all’evento di malasanità, avrà la sua importanza nella risoluzione della controversia: esami diagnostici, visite mediche che attestino le condizioni generali di salute del paziente prima dell’evento, che ha pregiudicato la sua salute.

Causa di malasanità, la procedura

Dopo aver raccolto tutta la documentazione, quest’ultima sarà sottoposta ad un pool di medici legali e specialisti di fiducia, sarà analizzata e, nel caso in cui si ravvisino responsabilità della struttura intervenuta, sarà redatta una relazione medico-legale.

Sulla scorta di quest’ultima il legale quindi potrà incardinare il relativo giudizio di risarcimento danni, innanzi all’Autorità Giudiziaria competente.

Nel corso della causa il paziente verrà sottoposto a visita da parte di medici specialisti fiduciari di Giustizia (CTU) che identificheranno il danno da lui sofferto. A tal proposito, esistono delle tabelle sulle quali il danno verrà calcolato a seconda della sua natura. Si tratta di tabelle che stabiliscono il grado di invalidità subito dal paziente. Successivamente si potrà quindi addivenire ad un bonario componimento della lite ovvero ottenere una sentenza di condanna nei confronti della struttura responsabile.

Cause di malasanità: Riferimenti normativi

Il riferimento normativo che regola la materia malasanità è la legge Gelli-Bianco che ha regolato, da alcuni anni, i casi e la procedura.

Cosa dice la legge Gelli Bianco?

La legge Gelli Bianco ridisegna i confini della colpa medica mettendo al primo posto la sicurezza del paziente senza dimenticare il diritto del professionista sanitario a lavorare con serenità e contiene norme che appartengono sia alla responsabilità penale sia a quella civile e anche aspetti amministrativi relativi al settore assicurativo.

Il medico, risponde della colpa per morte del paziente o per lesioni personali derivanti dall’esercizio della sua attività in caso di:

Colpa anche lieve per imprudenza o negligenza;

Colpa anche lieve dettata da imperizia qualora non vengano rispettate le linee guida o quanto queste ultime risultino inadeguate al caso

Cosa si intende per danno permanente meritevole di risarcimento economico per malasanità?

Per certificare un danno permanente che dia diritto a un risarcimento interviene la perizia medico legale che, di fatto evidenzia, un danno conteggiato tramite percentuali di invalidità permanente alla persona che durerà per tutta la vita, e quindi meritevole di risarcimento danno perchè causato in ospedale da un medico oppure da un sanitario, nell’esercizio delle sue attività.

Quali sono gli ambiti della malasanità?

La malasanità è circoscritta a diversi aspetti tra cui:

Organizzazione ed igiene ospedaliero;

Presenza di strutture all’avanguardia e in regola;

Efficienza e celerità del lavoro nei confronti dei pazienti;

Competenza del personale medico e degli infermieri

Malasanità: Cosa può fare Tutelaprima?

La consulenza offerta da Tutelaprima, anche nell’ambito medico è sempre gratuita, e nel caso di malasanità riveste un ruolo fondamentale, perché può dare un preliminare e importante aiuto nella valutazione delle giuste condizioni, sulle quali imperniare una causa per malasanità.

Infatti, grazie ai professionisti che collaborano con Tutelaprima, quest’ultima può supportare il cliente nell’affrontare una causa per malasanità, mettendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per intraprendere un’azione giudiziaria efficace e che abbia esiti positivi.

Va sottolineato che il diritto alla salute è sancito anche da chiare norme europee, oltre che dalla Costituzione italiana; ecco perché la materia è molto ampia e di conseguenza suscettibile di facili errori di valutazione. Per tale motivo, è fondamentale rivolgersi a esperti del settore, come Tutelaprima, che sappiano guidare e indirizzare il cliente nelle scelte giuste.

Comunemente, i casi di malasanità più frequenti riguardano gli ambiti dell’ortopedia, della chirurgia in generale (oltre che chirurgia estetica) e della ginecologia.

Malasanità: Domande frequenti

Quanto tempo ho per denunciare un evento di malasanità

In generale, in presenza di un caso di malasanità, si consiglia di denunciare con querela, la struttura ospedaliera entro tre mesi dal verificarsi dell’evento, che ha cagionato un danno al paziente. Si ha tempo fino a dieci anni, dopo tale termine i diritti del paziente ad agire si estinguono per prescrizione.

Cosa fare in caso di Malasanità?

Il paziente interessato da un caso di malasanità ha diverse possibilità: può denunciare l’episodio, al garante per il diritto alla salute istituito in ogni regione presso l’ufficio del Difensore civico, denunciare i fatti ai Carabinieri o alla Polizia. In ogni caso, ci si può rivolgere a studi legali e di infortunistica specializzati, come Tutelaprima, che provvederanno a indirizzare il paziente verso tutti gli step da compiere per denunciare i fatti avvenuti.

Quanto costa una causa di malasanità

I costi di una causa per malasanità variano a seconda del tribunale adito.

Per dare un’idea indicativa, possiamo far riferimento a un costo di giustizia (cioè di quanto dovrà essere versato per la visita in favore dei medici fiduciari del tribunale ovvero a titolo di imposta ) pari a circa 1000/1500 euro. Oltre a tale costo, ci saranno i compensi dell’avvocato che potranno stabilirsi di volta in volta a seconda dei casi.

Chi ritiene di essere stato vittima di malasanità, può rivolgersi direttamente a Tutelaprima, (dopo aver consegnato il materiale medico), potrà avere in breve tempo una risposta positiva o negativa sull’ esistenza di un effettivo caso di malpractice e, successivamente, potrà procedere giudizialmente per ottenere il giusto risarcimento.

Malasanità, quali sono i tempi di attesa?

I tempi di attesa della giustizia, nei casi di malasanità, sono di regola più brevi di una causa ordinaria. Infatti, se un giudizio ordinario può durare dai quattro ai cinque anni, di regola con la procedura speciale che si adotta per i casi di malasanità si riesce ad ottenere il risultato anche nella metà del tempo e, in rari casi, ancor meno.

Approfondimenti: Diritti del malato

Le norme generali stabiliscono il diritto del paziente a misure preventive. Ogni individuo ha diritto a servizi appropriati per prevenire la malattia. Diritto all’accesso: Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede.

A tal proposito va aggiunto che la Carta europea dei diritti del malato presentata a Bruxelles il 15 novembre 2002 sancisce i seguenti diritti del malato:

Diritto a misure preventive;

Diritto all’accesso all’assistenza sanitaria;

Diritto all’informazione;

Diritto al consenso;

Diritto alla libera scelta;

Diritto alla privacy;

Diritto al rispetto del tempo del paziente;

Diritto al rispetto di standard di qualità;

Diritto alla sicurezza

Diritto alla innovazione

Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari

Diritto a un trattamento personalizzato

Diritto al reclamo

Diritto al risarcimento

Per quanto riguarda l’OMS, i documenti più rilevanti nei casi di malasanità sono:

la Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa, approvata ad Amsterdam nel 1994;

La Carta di Lubiana sulla riforma dell’assistenza sanitaria, approvata nel 1996;

La Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute nel 21mo secolo, approvata nel 1997.

Per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, va richiamata in particolare la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del 1997, così come la Raccomandazione Rec(2000)5 per lo sviluppo di istituzioni per la partecipazione dei cittadini e dei pazienti nei processi di decisione riguardanti l’assistenza sanitaria.

a cura di Avv. Imperato Marco Maria

Avv. Pirozzi Francesco Paolo

Dr. Imperato Luigi

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