reato omicidio nautico

Reato di omicidio nautico: Cos’è e come funziona?

Condividi
  1. Navigazione: Riferimenti normativi
  2. Nuova normativa nautica e reato di omicidio nautico, cosa può fare Tutelaprima?

La legge del mare è molto complessa, si tratta, infatti di un tema spigoloso per molti versi. Di recente, una nuova normativa introduce il reato di omicidio nautico per omicidio e lesioni gravi, causati in violazione delle norme sulla navigazione. In quest’articolo analizzeremo tutti gli aspetti del provvedimento, e comprenderemo meglio cosa cambia oggi nella normativa relativa alla mobilità in mare.

Reato di omicidio nautico. La legge n. 237 del 26 settembre 2023, n. 138 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale sotto la dicitura di  – Introduzione del reato di omicidio nautico e del reato di lesioni personali nautiche gravi o gravissime. L’entrata in vigore è avvenuta il 25/10/2023. 

Quali articoli vengono modificati? Si tratta degli articoli 589 e 590 bis del Codice penale, che riguardavano l’omicidio stradale. La prima modifica, dunque, è l’equiparazione del settore nautico a quello stradale. 

Navigazione: Riferimenti normativi

La legge del mare o diritto del mare rappresenta una normativa, all’interno della quale vi sono numerose norme e regole di comportamento per i naviganti, e che riguardano diversi aspetti. Il diritto del mare in generale, consiste nel diritto di tutti gli Stati di attraversare le acque soggette alla sovranità di uno Paese straniero, purché il transito avvenga in maniera inoffensiva, e senza alcun danno per quest’ultimo.

L’articolo 6 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 aggiornato, da ultimo, con le modifiche apportate dalla Legge n. 175/2022 riguarda i Requisiti essenziali di sicurezza.

I principali punti sono:

  1. I prodotti di cui all’articolo 4 comma 1,(moto d’acqua, motori, tavole a vela, surf, aliscafi, sommergibili ecc.) devono essere conformi ai requisiti essenziali in materia di sicurezza, salute, protezione dell’ambiente e dei consumatori
  2. La marcatura CE attesta la conformità dei prodotti ai requisiti indicati dalla legge in materia, salvo quanto previsto dall’articolo 12.

La tutela e sicurezza in mare fa riferimento a ben quattro convenzioni.

Per prima, la Convenzione Internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare, stipulata a Londra nel 1974. Vi è poi la Sar di Amburgo del 1979, ( Search and Rescue –ricerca e soccorso), sottoscritta  per tutelare la sicurezza della navigazione mercantile, che si riferisce al “soccorso marittimo”. 

La Convenzione Onu di Montego Bay 1982, invece, denominata anche UNCLOS, dall’acronimo di United Nations Convention on the Law of the Sea, si fonda su un trattato internazionale che definisce i Diritti e le Responsabilità dei singoli Stati rispetto a mari ed oceani. Questa convenzione definisce anche le linee guida che regolano l’ambiente,  le trattative, e la gestione delle risorse minerali. L’ultima convenzione è il Salvage di Londra del 1989 sull’assistenza in mare..

Per quanto riguarda il salvataggio in mare, bisogna far riferimento a numerose regole di condotta, volte a garantire il soccorso di naufraghi. Tali norme stabiliscono che dopo il soccorso, le persone siano fatte sbarcare in un luogo sicuro.  

Nuova normativa nautica e reato di omicidio nautico, cosa può fare Tutelaprima?

Tutelaprima opera principalmente nel campo del risarcimento danni da un punto di vista strettamente legale, ma grazie alla sinergia di più competenze la visuale di tutto il team si è allargata a più campi. In primo luogo, l’informazione e la formazione; infatti, i nostri consulenti sono quotidianamente impegnati nello studio di tutte le novità normative e di tutte le leggi pubblicate ed entrate in vigore. Pertanto, Tutelaprima insieme a tutti i suoi esperti gode di un’ampia e documentata competenza anche in diritto del mare e le relative novità, per offrire una consulenza e un affiancamento in merito a qualsiasi sinistro avvenuto in mare. Grazie al numero verde attivo h24 – 800 609 403, lo studio offre consulenza immediata e gratuita.

Ricostruiamo la dinamica dell’incidente, individuando responsabilità e riferimenti normativi. A tal proposito ricordiamo, in via generale, che chiunque causa la morte di un individuo, in seguito a violazione di norme di navigazione marittima rischia la reclusione da due a sette anni. La pena sale da otto a dieci anni per stato di ebbrezza o alterazione psicofisica. La mancanza di patente nautica alla guida rappresenta un’aggravante, come anche le lesioni gravi o gravissime causate per colpa del guidatore. 

a cura di Tutelaprima

ESPERTI

Tutelaprima è uno dei maggiori esperti nel campo del risarcimento danni. Numerosi siti web e testate giornalistiche, spesso citano i nostri articoli

Parlano di noi anche

LatinaToday   – Agrpress  –  Fai.informazione

CorrierediSanNicola  – CorrieredellacittàFidelity News

Contatti Tutelaprima

Contatti Tutelaprima


Call Now ButtonChiama ora
× Parla con noi