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Risarcimento del danno morale: Guida e Quantificazione

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Il risarcimento del danno morale rappresenta un fondamento base nel diritto. Infatti, pur rientrando nei danni non patrimoniali è diverso in quanto si riferisce a un dolore e a una sofferenza derivanti da un evento traumatico.

In questo articolo analizzeremo il danno morale, cercando di dare risposte esaustive riguardo agli ambiti in cui può maturare. Inoltre, parleremo della quantificazione del danno morale, quando è possibile fare richiesta di risarcimento per danno morale.

Una prima distinzione va fatta tra danno morale e danno esistenziale, il quale è relativo alla qualità della vita che peggiora in seguito ad un evento. La seconda distinzione è tra danno morale e danno biologico. quest’ultimo si quantifica attraverso parametri medico-legali e riguarda la salute psicofisica e lesioni gravi o permanenti. Il danno morale, invece, riguarda il dolore emotivo e psicologico ed ha una natura interiore.

Esempi di danno morale possono essere riferiti ad un trauma dovuto ad un’aggressione, alla perdita di una persona grave in un incidente, stalking e così via.

Contatti

Riferimenti giuridici e normativi

La giurisprudenza definisce danno morale: “l’ingiusto turbamento dello stato d’animo del danneggiato, o anche nel patema d’animo, o stato d’angoscia transeunte generato dall’illecito” – la citazione deriva storicamente dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione sentenza n. 10393/2002.

La Corte di cassazione, con la sentenza 24473, considera legittima la quantificazione al rialzo del pregiudizio morale, se il danno permanente alla salute, sotto l’aspetto della componente dinamico relazione, va oltre i criteri standard stabiliti per il danno biologico dalle tabelle milanesi. I giudici respingono, sul punto, così il ricorso delle parti, considerate responsabili di un incidente sul lavoro che aveva causato un’invalidità permanente del 65 per cento per un operaio. Quest’ultimo aveva riportato postumi che impedivano lo svolgimento di attività quotidiane senza l’aiuto di terze persone. Le conseguenze dell’infortunio hanno riguardato la sfera relazionale ed esistenziale, oltre che provocato sofferenze morali e soggettive.

Il danno morale scatta per illeciti gravi e solo quando compromette i diritti fondamentali della persona. Il risarcimento per danno morale può essere chiesto e ottenuto come risarcimento economico ai sensi dell’articolo 2059 del Codice Civile, purché venga dimostrato (anche attraverso ipotesi o prove).

Alcune circostanze in cui è possibile chieder il risarcimento del danno morale sono:

  • Malasanità: dolore e sofferenza emotiva da Malasanità e trattamenti inadeguati;
  • Incidenti stradali: lesioni gravi o permanenti, trauma psicologico;
  • Infortunio a scuola: danno morale per lesioni gravi da crollo edificio o solaio;
  • Infortuni sul lavoro: danni morale e psicologico derivanti da sinistro sul lavoro;
  • Lesioni personali: lesioni personali fisiche e aggressioni.

Quali prove presentare per dimostrare il danno morale?

  • Certificazione medico-legale: relazione descrittiva dei danni subiti dalla vittima;
  • Certificati sedute psicologiche: attestazioni di stress post-traumatico o disturbi psicologici ed emotivi;
  • Testimonianze: di amici, familiari, datore di lavoro che provano lo stato d’animo della vittima, i cambiamenti nei comportamenti, le paure, le ansie ecc.;
  • Altre prove: Ogni prova, fatto, evento che attesti la sofferenza interiore in seguito all’evento traumatico.
  • documentazione sulle modifiche delle abitudini di vita, eventuali denunce, referti, fotografie, comunicazioni o altri elementi collegati al fatto, consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice.

La valutazione del danno morale è fatta dal giudice sulla base dei documenti e delle prove raccolte. In sede processuale sono presi in esame la gravità del reato, le condizioni sia fisiche sia psichiche del danneggiato, il suo dolore, i fatti che provano cambiamento nei suoi comportamenti e nella vita di tutti i giorni.

Con la sentenza n. 25164/2020, la Corte di Cassazione, ha stabilito che il danno morale deve essere considerato separatamente rispetto al danno biologico – Principio dell’ Autonomia del danno morale.

Il risarcimento del danno morale può essere riconosciuto quando un evento traumatico provoca una sofferenza interiore seria, concreta e dimostrabile. Si tratta di una componente del danno non patrimoniale, distinta sia dal danno economico sia dalle eventuali conseguenze sulla salute psicofisica.

La sofferenza può consistere, ad esempio, in paura, angoscia, turbamento, vergogna, dolore emotivo, perdita della serenità o alterazione delle relazioni personali. Non è tuttavia sufficiente allegare un generico stato di disagio: occorre dimostrare l’effettiva gravità e l’incidenza dell’evento sulla vita della persona.

La richiesta può essere formulata in sede civile oppure, quando il fatto costituisce reato, anche mediante costituzione di parte civile nel processo penale. Occorre inoltre verificare i termini di prescrizione, che variano in base alla natura dell’illecito e all’eventuale collegamento con un reato.

Per valutare concretamente la possibilità di ottenere il risarcimento è opportuno raccogliere tempestivamente la documentazione e rivolgersi a un avvocato, eventualmente affiancato da uno psicologo o da un medico-legale.

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FAQ

Qual è la differenza principale tra danno morale e danno biologico? Il danno biologico si quantifica attraverso parametri medico-legali e riguarda la salute psicofisica e le lesioni gravi, mentre il danno morale riguarda il dolore emotivo e psicologico di natura interiore.

Come definisce la giurisprudenza (Corte di Cassazione) il danno morale? Viene definito come l’ingiusto turbamento dello stato d’animo del danneggiato, o anche nel patema d’animo, o lo stato d’angoscia transiente generato dall’illecito.

Quali tipi di prove possono essere presentate per dimostrare il danno morale? A: Possono essere presentati certificazioni medico-legali, attestati di sedute psicologiche, testimonianze di amici o familiari, documentazione sulle modifiche delle abitudini di vita e consulenze tecniche d’ufficio.

Qual è il “Principio dell’Autonomia del danno morale” stabilito dalla Corte di Cassazione? È il principio secondo cui il danno morale deve essere considerato separatamente rispetto al danno biologico, come stabilito con la sentenza n. 25164/2020.

In quali circostanze specifiche è possibile richiedere il risarcimento per danno morale? Il risarcimento può essere richiesto in casi di malasanità (dolore e sofferenza emotiva), incidenti stradali, infortuni scolastici o sul lavoro, e lesioni personali derivanti da aggressioni.

Avvertenze

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informative e orientative e non costituiscono parere legale, consulenza professionale personalizzata né promessa di risultato. Ogni sinistro stradale presenta caratteristiche specifiche che devono essere valutate singolarmente sulla base della documentazione disponibile, delle responsabilità accertate e delle condizioni cliniche della persona coinvolta.

Le valutazioni in materia di risarcimento del danno, in particolare nei casi di lesioni gravi o permanenti, richiedono un’analisi integrata giuridica e medico-legale e non possono essere determinate in modo automatico o standardizzato.

Per questo motivo, eventuali indicazioni generali non sostituiscono una valutazione professionale individuale. Tutelaprima opera nel rispetto della normativa vigente, adottando un approccio prudente e personalizzato, finalizzato alla corretta tutela dei diritti della persona lesa, senza formulare garanzie preventive sull’esito o sull’entità di eventuali risarcimenti.

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