Dopo la morte di tre bambini in piscina nel giro di trenta giorni, il legislatore ha stabilito una serie di obblighi per i gestori di piscine. Il principio trainante di questo nuovo impianto normativo è incrementare la sicurezza nelle piscine.
Si tratta dell’emendamento al decreto Sport che rende più severe le regole di sicurezza per gli impianti pubblici e privati aperti al pubblico.
I recenti incidenti in piscina sono avvenuti a causa degli impianti di aspirazione e ricircolo dell’ acqua. Pertanto, griglie, bocchettoni e altri sistemi di ricambio acqua dovranno rispettare regole tecniche per evitare l’effetto ventosa. Tale sistema, infatti ha intrappolato i bambini, di solito con i capelli, causandone la morte.
Risarcimento per infortunio in piscina
Chi paga per un infortunio in piscina? Il risarcimento per un infortunio in piscina dipende dal gestore, per scarsa manutenzione dell’impianto e di conseguenza per mancanza di sicurezza. Per ottenere il risarcimento per incidente in piscina servono prove chiare, un certificato medico che attesti la gravità dell’infortunio e il rispetto dei tempi di legge.
Un incidente in piscina può verificarsi per diversi motivi: inadeguata manutenzione della struttura, errori di costruzione o mancanza di misure di sicurezza, malfunzionamento bocchettoni e griglie di aspirazione.
Per legge chi gestisce piscine o parchi acquatici deve tutelare l’integrità fisica di coloro che usufruiscono del servizio. Spesso tali incidenti avvengono in vacanza e nei villaggi turistici con piscina.
I rischi in piscina per i bambini
Il sistema che rende pericolosa la piscina per i più piccoli è l’effetto ventosa. In pratica, quando un bambino si appoggia alla griglia di riciclo acqua, viene risucchiato e resta intrappolato.
Altre cause di incidenti in piscina riguardano le cadute, che possono avere anche conseguenze gravi come stress psicologico, fratture, escoriazioni, trauma cranico e così via. In questi casi può essere richiesto un risarcimento danni al gestore della piscina. Ovviamente, bisognerà dimostrare la colpa dell’impianto.
Prevenzione incidenti in piscina
Per quanto riguarda i bambini, la prima regola per evitare infortuni in piscina è sorvegliarli. In secondo luogo, bisogna assicurarsi che l’impianto rispetti tutte le norme previste.
Cosa fare in caso di incidente in piscina?
Innanzitutto, subito dopo un infortunio in piscina bisogna farsi medicare o recarsi al pronto soccorso. Prove e testimoni: Fotografare il luogo dell’incidente (ad esempio una piastrella rotta o bagnata ) e raccogliere i contatti di chi ha assistito all’accaduto. Inoltre, è utile conservare le ricevute delle spese: scontrini e fatture di visite mediche, medicinali o cure. Il diritto al risarcimento per fatto illecito scade di solito dopo 5 anni dal giorno dell’incidente.

Vademecum infortunio in piscina: Incidente in piscina, cosa fare?
Se sei stato vittima di un incidente in una piscina pubblica o privata e ritieni che l’incidente sia stato causato da negligenza altrui, potresti avere diritto a un risarcimento.
1. Documenta l’infortunio
Appena possibile dopo l’incidente, cerca di raccogliere tutte le prove disponibili. Scatta foto dell’area dove ti sei fatto male, annota cosa è successo e cerca testimoni che possano confermare la dinamica dell’infortunio.
2. Segnala l’incidente
È fondamentale comunicare subito l’accaduto al gestore della piscina. Richiedi una copia del registro degli incidenti se presente e fai una segnalazione scritta in cui descrivi il tuo infortunio. Ciò aiuta a formalizzare quanto successo e potrà essere utile in caso di contenzioso.
3. Verifica la responsabilità
Il risarcimento è possibile solo se puoi dimostrare che l’incidente è avvenuto per colpa o negligenza del gestore della piscina o di terzi. Ad esempio, potrebbe trattarsi di scivoli bagnati senza adeguata segnaletica, mancanza di sorveglianza o manutenzione inadeguata degli impianti.
4. Consulta un avvocato
Un legale esperto in infortuni in piscina potrà aiutarti a valutare la fondatezza della richiesta e a guidarti nella procedura per ottenere un risarcimento. Sarà inoltre in grado di assisterti nelle comunicazioni con il gestore della piscina o con la compagnia assicurativa.
5. Presenta la richiesta di risarcimento
La domanda va presentata ufficialmente, spesso attraverso una lettera raccomandata o tramite un atto formale, specificando i danni subiti (fisici, morali, economici) e allegando tutte le prove raccolte. In assenza di accordi bonari, potresti dover ricorrere a un procedimento giudiziario. Per la complessità delle pratiche è necessario rivolgersi ad uno studio legale specializzato.
6. Valuta un accordo extragiudiziale
Spesso è preferibile raggiungere un accordo fuori dal tribunale per velocizzare i tempi e ridurre i costi. Lo studio di consulenza legale potrà ritenere opportuno negoziare con la controparte per ottenere un adeguato risarcimento. Ogni singolo caso è unico e va valutato in base a tutti gli aspetti che ne hanno determinato la nascita.
Tutelaprima è uno studio di consulenza tra i più importanti a livello nazionale, nella gestione di sinistri in piscina. Il nostro approccio multidisciplinare garantisce al cliente un’assistenza immediate ed efficace. Infatti, un team di consulenti legali, psicologi, medici legali e tecnici agiscono in sinergia per far sì che l’infortunato sia risarcito adeguatamente.
A chi rivolgersi in caso di incidente in piscina? Tutelaprima opera in tutta Italia, in caso di un infortunio in piscina è possibile contattare il nostro studio di consulenza chiamando il numero verde gratuito e attivo h24 – 800 609 403.
Avvertenze
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informative e orientative e non costituiscono parere legale, consulenza professionale personalizzata né promessa di risultato. Ogni sinistro stradale presenta caratteristiche specifiche che devono essere valutate singolarmente sulla base della documentazione disponibile, delle responsabilità accertate e delle condizioni cliniche della persona coinvolta.
Le valutazioni in materia di risarcimento del danno, in particolare nei casi di lesioni gravi o permanenti, richiedono un’analisi integrata giuridica e medico-legale e non possono essere determinate in modo automatico o standardizzato.
Per questo motivo, eventuali indicazioni generali non sostituiscono una valutazione professionale individuale. Tutelaprima opera nel rispetto della normativa vigente, adottando un approccio prudente e personalizzato, finalizzato alla corretta tutela dei diritti della persona lesa, senza formulare garanzie preventive sull’esito o sull’entità di eventuali risarcimenti.
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