Medicina legale

Setticemia dopo intervento chirurgico, quando si può chiedere il risarcimento

setticemia post operatoria
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Gli interventi chirurgici presentano sempre un margine di rischio. Il discorso vale sia per gli interventi complessi sia per quelli più semplici. Il rischio post operatorio maggiore è l’insorgenza di complicazioni e infezioni dopo l’intervento. Una delle infezioni più gravi è la setticemia, la quale se non trattata tempestivamente potrebbe portare alla morte.

Da tale condizione, già si evince che la responsabilità del medico è fondamentale, in quanto è lui che deve sia prevenire sia eventualmente trattare le complicazioni post operatorie. Una eventuale negligenza da parte del medico fa scattare il diritto del paziente al risarcimento del danno subito.

Infezione Post-Operatoria e Setticemia post-operatoria


Le infezioni post-operatorie, come la setticemia si verificano quando batteri o altri agenti patogeni penetrano nei tessuti e negli organi del corpo. Ciò può avvenire durante o dopo un intervento chirurgico.

La setticemia può essere di entità lieve o grave, e la sua evoluzione può essere fatale. In altre parole, la setticemia è una risposta sistemica dell’organismo a un’infezione, che può portare a danni permanenti, se non trattata adeguatamente.

Le infezioni batteriche contratte in ambito ospedaliero, chiamate anche infezioni nosocomiali, sono indubbiamente delle principali cause di complicanze post-operatorie. Tali complicazioni possono tradursi in degenza prolungata (con il rischio di contrarre altre infezioni) e persino mortalità.

Quali sono le cause della setticemia?

La carenza di igiene nei reparti, nelle sale operatorie e la mancata sterilizzazione degli strumenti utilizzati per gli interventi sono tra le principali cause delle setticemie e delle infezioni ospedaliere in generale.

I batteri coinvolti in tali infezioni sono spesso resistenti agli antibiotici e difficili da trattare, infatti è necessario individuare il farmaco adatto.

Perché si contrae la setticemia dopo un intervento chirurgico?

Come già accennato, il mancato rispetto dei protocolli ospedalieri, relativi alla prevenzione e all’igiene, spesso causano infezioni importanti. La responsabilità della struttura ospedaliera si configura, quando l’infezione si poteva evitare. Tale responsabilità è dimostrabile, attestando la negligenza del personale medico e sanitario riguardo alle norme di igiene e prevenzione. La setticemia è un’evoluzione di altra infezione come la peritonite, che può insorgere per un errore, come la lacerazione del tessuto durante l’intervento chirurgico.

Risarcimento per infezioni ospedaliere

Le tipologie di danni configurabili in caso di infezione posto operatoria e setticemia sono diverse: danno morale, danno biologico, danno psicologico, danno patrimoniale e danno esistenziale. Ovviamente, ogni caso va studiato e sottoposto allo studio di un esperto avvocato e di un medico legale, i quali individueranno gli eventuali danni risarcibili. Spesso, le setticemie più gravi possono causare meningiti, amputazione di arti e quindi gravi limitazioni nel condurre una vita normale.

Le conseguenze di una setticemia grave post-operatoria si ripercuotono sulla qualità della vita del paziente, il quale non potrà lavorare, né avere una vita sociale soddisfacente, né praticare sport o dedicarsi ad altri interessi.

Risarcimento danni per setticemia ospedaliera, cosa può fare Tutelaprima

La superficialità nella diagnosi, nel trattamento farmacologico e persino nella prevenzione delle infezioni post operatorie o ospedaliere causano danni risarcibili, come stabilisce anche la legge.

Tutelaprima utilizza un approccio diretto e professionale. Infatti, il team di consulenti che analizza casi di malasanità per infezioni e setticemie ospedaliere è composto da avvocati civilisti e penalisti, medici legali, psicologi clinici.

Il nostro modus operandi si svolge esaminando, in primo luogo, la cronologia degli eventi, ricostruendo con l’aiuto del paziente e dei suoi familiari, tutti i passaggi dal ricovero fino alle dimissioni. Per cui sono sottoposti alla nostra attenzione gli interventi subiti, la somministrazione di terapie, le eventuali norme di prevenzione e di igiene attuate, l’errata interpretazione dei segni vitali, l’eventuale utilizzo improprio degli strumenti diagnostici, mancata o errata diagnosi. Inoltre, i nostri consulenti indagano sui tempi per le visite specialistiche e gli esami diagnostici, la mancanza di sospetto clinico, errori nella diagnosi di infezioni batteriche, tempi di attesa per terapie e/o interventi e così via. Nulla viene lasciato al caso.  Il nostro compito è quello di dimostrare la negligenza del personale medico e della struttura ospedaliera.

Molti sono i casi in cui si sottovaluta la gravità del quadro clinico, i casi in cui non si colgono i segni di un’infezione grave, e quindi non si interviene adeguatamente. Tutto ciò comporta danni importanti e invalidanti al paziente, se non la morte. Conseguenza evitabile. Molto spesso, ad esempio, in base alla nostra esperienza, in caso di setticemia, in sede giudiziaria viene contestato il ritardo nella somministrazione degli antibiotici: errore gravissimo. Infatti, secondo i protocolli sanitari, i medici almeno entro un’ora dal verificarsi dell’infezione devono somministrare antibiotici ad ampio spettro, per scongiurare l’aggravarsi del quadro clinico. 

Tutelaprima individua tutti i fattori sospetti, come la scelta dell’antibiotico, che deve essere efficace come stabilito nelle linee guida globali per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico. Infine, il paziente deve essere rivalutato periodicamente, ripetendo esami del sangue ed esami diagnostici. La mancata rivalutazione è un altro fattore di responsabilità medica. Inoltre, non è secondario il coinvolgimento di un team di specialisti come l’infettivologo, il chirurgo, il microbiologo, gastroenterologo ecc. Anche una eventuale mancanza in tal senso può essere responsabilità attribuibile ai medici e conseguente diritto del paziente di richiedere un risarcimento danni per errore medico e per infezione post operatoria.

Immagine creata con IA

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