Risarcimento Danni

ATP:Accertamento tecnico preventivo, cos’è e quando serve?

ATP
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  1. ATP: Cosa dice la normativa?
  2. In quali casi possono essere disposti gli ATP?
  3. Verso chi si propone l’ATP?
  4. Come richiedere un ATP 
  5. Accertamento tecnico preventivo: le figure del CTP e CTU
  6. ATP, cosa può fare Tutelaprima?  

In questo articolo affronteremo un istituto utilizzato in via preventiva e in alcuni casi particolari, prima del giudizio. Nello specifico, l’ATP, accertamento tecnico preventivo è un procedimento cautelare che determina le cause tecniche oggettive che hanno prodotto un vizio. 

ATP: Cosa dice la normativa?

L’istituto viene disciplinato all’art. 696 c.p.c., che recita: “Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato dei luoghi o la qualità o la condizione di cose, può chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia disposto un accertamento tecnico o un’ispezione giudiziale”.

Il fondamento dell’ATP è dunque, l’intenzione di impedire la dispersione degli elementi probatori, che si avrebbero con il tempo. Tale dispersione potrebbe riguardare luoghi, cose o persone fisiche.

Comprendiamo meglio l’utilità e l’impiego dell’accertamento tecnico preventivo – ATP, con casi specifici. 

In quali casi possono essere disposti gli ATP?

I campi di applicazione dell’accertamento tecnico preventivo sono diversi. In generale i casi più comuni riguardano il pericolo di inquinamento o alterazione delle prove, il deperimento o l’eventuale modifica dei luoghi e delle circostanze. In particolare, l’ATP è disposto per la necessità di ripristinare parti di fabbricati, macchinari, di effettuare interventi che permettano il ripristino o l’eliminazione di una situazione di pericolo. 

Esempi: Per comprendere meglio il concetto di ATP, possiamo prendere come esempio l’acquisto di un’auto presso una concessionaria e un vizio che ne compromette l’utilizzo e la rende pericolosa. Dopo aver contattato la concessionaria (attraverso l’invio di una lettera/diffida di uno studio legale) e senza aver ottenuto un riscontro (riparazione o sostituzione dell’auto), in questo caso è possibile richiedere l’ATP. L’accertamento costituirà la prova del difetto. 

Un altro esempio potrebbe riguardare una strada privata dissestata. Chiunque la utilizzi come passaggio e ravvisi un pericolo futuro sia per persone fisiche sia per le automobili, può diffidare i responsabili di quel tratto di strada non adeguatamente manutenuto. In seguito predisporre un ATP.

Un altro esempio può riguardare i fabbricati e condomini. Il caso: Quando il proprietario di un appartamento si accorge di un’infiltrazione o della rottura di una parte di un tetto. Tale evento potrebbe provocare danni maggiori, o addirittura rappresentare un rischio per la salute dei condomini. Anche in questo caso si può diffidare con una semplice lettera l’amministratore di condominio, o chiunque sia responsabile, e dopo l’assenza di risposta agire richiedendo l’ATP. 

L’ATP costituisce una prova prima di un eventuale giudizio o in vista del giudizio e può essere proposto anche nell’ambito del settore previdenza e salute.

Verso chi si propone l’ATP?

L’istanza si rivolge al giudice territorialmente competente per la successiva causa di merito, al fine di accertare fatti, stato dei luoghi e circostanze, quando vi è la necessità di cristallizzare determinate situazioni per non rendere nulle e inutili le successive azioni legali e di giudizio. L’ATP, in altre parole assume anche un rilievo cognitivo nel successivo giudizio di merito.

Come richiedere un ATP 

Prima di procedere con la richiesta giudiziale è necessaria una consulenza nella quale, oltre al cliente, sia coinvolto un perito di parte che valuti la situazione dal punto di vista tecnico e valuti la sussistenza dei presupposti tecnici per avviare la richiesta di ATP.

In seguito al parere positivo – (esempio – la non corrispondenza o la mancata realizzazione a regola d’arte di un edificio ecc.) con la prova tangibile dell’esistenza tecnica dei danni, se sono presenti tutti i presupposti giuridici si procede con l’istanza.

Questa fase è la più importante, in quanto l’ATP determina la cognizione del successivo giudizio e deve rendere edotto il giudice delle motivazioni per le quali si procede in via cautelare.

Infatti, all’interno dell’istanza ATP saranno elencati gli aspetti tecnici contestati, i danni subiti e i motivi stessi del ricorso. Altri elementi fondamentali del ricorso saranno le ragioni di urgenza e le finalità del procedimento, pena la dichiarazione da parte del giudice della dichiarazione di inammissibilità. 

Accertamento tecnico preventivo: le figure del CTP e CTU

Bisogna sottolineare che rivolgendosi a studi di consulenza esperti in ATP, come Tutelaprima, il cliente potrà ottenere la consulenza preliminare gratuita (Invio lettera/diffida, informazioni ecc.). Per quel che concerne la richiesta di ATP, i costi sono anticipati dal cliente, e saranno rimborsati con la liquidazione del danno. Va anche detto, che tali costi sono contenuti. 

Il CTP – Consulente Tecnico di parte è colui che indirizza le richieste del legale e le questioni tecniche da sottoporre all’attenzione del CTU – Consulente Tecnico d’Ufficio. 

L’Iter dell’ATP

Il ricorso viene depositato avanti al Presidente del Tribunale competente, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. 

Quando il ricorso viene accolto, il Presidente del Tribunale nomina il CTU e stabilisce la data in cui le parti e il consulente debbano comparire a processo.

In tale occasione, verranno individuati i quesiti tecnici, in base ai quali il CTU dovrà esprimersi (L’Accertamento Tecnico Preventivo può comprendere anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all’oggetto della verifica, superando le precedenti posizioni e conferendo al CTU nominato un incarico molto più ampio,  equiparabile  al compito che veniva assegnato in sede di procedimento di merito allo stesso consulente).

Il procedimento che segue non prevede alcuna udienza, e nessun’altra attività è affidata alla parte istante. Il CTU dovrà redigere una relazione tecnica giurata alla luce del sopralluogo effettuato.Il giudice provvederà a fissare il termine per il deposito della relazione.

L’intero procedimento di ATP si conclude semplicemente con il deposito della relazione tecnica, a cui seguirà la liquidazione del compenso al consulente nominato dal giudice. 

ATP, cosa può fare Tutelaprima?  

Tutelaprima, grazie a un’esperienza pluriennale nel settore dell’Accertamento tecnico preventivo, riesce a individuare tutti quei casi che necessitano di un ATP.

La consulenza iniziale di Tutelaprima, nel caso degli ATP è gratuita. Infatti, il nostro studio garantisce le informazioni che indirizzeranno il cliente verso la predisposizione di un ATP. Inoltre, è gratuito l’invio di diffida verso il responsabile del difetto/vizio. Come già detto, in seguito al mancato riscontro alla diffida, bisognerà predisporre un Accertamento tecnico legale e in questo caso, le cui spese saranno sostenute dal cliente. Tali spese saranno recuperate in sede di liquidazione. 

In quali ambiti è possibile predisporre un ATP?

Un accertamento tecnico preventivo rappresenta uno strumento molto efficace in molte situazioni. Come già detto, può essere applicato ai fabbricati, ai luoghi di lavoro, ma anche a beni materiali come automobili, e infine in campo di previdenza e salute.

 a cura Avv. Giovanni Norighi

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