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Bimbo ucciso da due Pit bull, responsabilità e risarcimento danni

bimbo aggredito da due pit bull
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Qualche giorno fa si sono svolti i funerali del piccolo Francesco Pio aggredito da due Pit Bull. Quali saranno i risvolti legali, le responsabilità e gli sviluppi relativi al risarcimento danni? In quest’articolo esamineremo il caso da un punto di visto tecnico legale

Bimbo ucciso dai Pit Bull: i fatti

La dinamica del tragico evento è sembrata fin da subito chiara, anche se gli inquirenti stanno ancora indagando su quanto accaduto. Sembra che il piccolo Francesco Pio fosse in braccio allo zio, il quale di solito dava da mangiare ai due cani. Questi ultimi usciti dalla stanza dove erano chiusi in presenza del bimbo, avrebbero sferrato il terribile attacco in pochi secondi. 

Nelle ore successive, gli inquirenti hanno tentato di ricostruire nei dettagli l’accaduto, per permettere ai magistrati di procedere all’individuazione di eventuali responsabilità. Il medico legale ha riscontrato numerose ferite in tutto il corpo. Quelle letali sono state alla nuca. L’esame ha inoltre rilevato una frattura della colonna vertebrale.

Aggressione da parte del cane, responsabilità e risarcimento del danno

Ad oggi, sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte del piccolo Francesco Pio, il bambino aggredito dai due pit bull in località Campolongo a Eboli, in provincia di Salerno. Sembra che i proprietari dei cani li avessero lasciati in custodia alla famiglia del piccolo. Sono proprio i padroni, la mamma e gli zii del bambino ad essere oggi sotto accusa, e a rischiare condanne penali per omicidio colposo.

Secondo quanto stabilisce la legge e in base alla nostra esperienza possiamo citare l’articolo 2052 del Codice civile, che stabilisce che “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.

Da ciò, si evince che innanzitutto il proprietario del cane è sempre responsabile del danno, anche quando quest’ultimo scappa e non è sotto il suo totale controllo. D’altra parte, i responsabili sono anche le persone che hanno in custodia il cane per un periodo più o meno prolungato.

Il caso esaminato presenta numerosi punti da chiarire. Innanzitutto, la famiglia è sia accusata e sia potenzialmente risarcibile, in quanto ha subito il danno della morte di un figlio. Inoltre, è emerso che dall’aggressione fino alla chiamata dei soccorsi siano passati circa venti minuti. Tutta la vicenda è al vaglio degli inquirenti e dei magistrati che dovranno ricostruire ogni dettaglio, ed emettere una sentenza ponendo fine a questo tragico episodio.

Tutelaprima ha già trattato nel blog, il tema delle responsabilità per danni da animali domestici. Ricordiamo che tutti gli animali domestici, e in particolare i cani vanno educati, dando loro strumenti per poter comprendere le diverse situazioni in cui dovessero trovarsi. Infatti, spesso i cani avvertono una minaccia anche là dove non vi sia un pericolo reale. Il compito del padrone o addestratore è proprio quello di dare una formazione al cane e conoscenze, affinché possa gestire al meglio e senza alcun pericolo per sé e per terzi tutte le situazioni possibili.

Nel nostro articolo: Chi paga il risarcimento per i danni causati da animali domestici? abbiamo parlato di assicurazione per l’animale domestico (che non è obbligatoria, ma consigliabile nel caso di animali di grosse dimensioni), danni provocati da animali selvatici, risarcimento danni provocati da terzi al proprio animale domestico e viceversa.

a cura di Tutelaprima

ESPERTI

Tutelaprima è uno dei maggiori esperti nel campo del risarcimento danni. Numerosi siti web e testate giornalistiche, spesso citano i nostri articoli

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