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Monaldi: Trapianto cuore bambino di Napoli, ipotesi Malasanità

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Il caso del bambino di Napoli trapiantato con un cuore danneggiato durante il trasporto sta tenendo con il fiato sospeso tutta Italia. Di poche ore fa è la notizia della non operabilità del bambino. Cosa accadrà ora? Ma soprattutto quali sono le responsabilità mediche che si prefigurano.

Il caso del bambino trapiantato con cuore bruciato al Monaldi: I fatti

Il bambino di due anni e mezzo il 23 dicembre scorso è stato sottoposto a trapianto di cuore presso l’Ospedale di Napoli Monaldi, una delle maggiori eccellenze in campo cardiochirurgico pediatrico. Dal giorno dell’intervento, il bambino è attaccato alle macchine, tenuto in vita attraverso ecmo cuore, una tecnica di supporto vitale extracorporeo che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni in pazienti con insufficienza acuta grave e potenzialmente reversibile.

Da ciò che è trapelato dagli organi di stampa, sembra che il nuovo cuore sia stato trasportato in un contenitore non idoneo e conservato con ghiaccio secco. La procedura non corretta ha provocato ustione all’organo. Inoltre, al Monaldi, i chirurghi hanno eseguito l’espianto del cuore al bambino, senza verificare prima l’idionietà del nuovo cuore. Dal 23 dicembre, giorno dell’intervento, la famiglia del bambino ha saputo della situazione solo qualche giorno fa.

La procura di Napoli ha aperto un fascicolo. Ad oggi sono sei gli iscritti nel registro degli indagati. Il 18 febbraio 2026 sono arrivati medici cardiochirurghi specializzati da tutta Italia: da ospedali di Torino, Roma, Torino e Padova. Poche ore fa, il Comitato ha dato parere negativo ad un nuovo intervento, viste le condizioni critiche in cui versa il bambino.

Cosa succede dopo il no del Comitato di Esperti al Monaldi?

Gli scenari che potrebbero aprirsi sono diversi sia dal punto di vista medico sia legale. Il parere dei medici è negativo in base alle condizioni di oggi del bambino. Bisognerà attendere e valutare le parole degli esperti. La speranza è che il bambino sia operabile in futuro. Si tratta però di considerazioni che dovranno fare medici e chirurghi.

Trapianto cuore bambino di Napoli, Malasanità e risarcimenti 

Le notizie che oggi i media stanno diffondendo, dovranno essere verificate, soprattutto in vista di una richiesta di risarcimento civile e penale. Stando ai fatti, una prima violazione riguarda la legge 219/2017. Quest’ultima, infatti, contempla una chiara comunicazione sanitaria.

La mancata comunicazione dell’accaduto alla famiglia da parte dei medici è una grave responsabilità. I legali della famiglia del bambino stanno studiando la documentazione, per poter procedere all’accertamento delle diverse responsabilità. Secondo il nostro parere, potrebbero figurarsi diverse tipologie di responsabilità, tra cui negligenza, imprudenza e imperizia medica. In base allo studio dei documenti, potrebbero emergere diritto al risarcimento per danni morali e psicologici, danno riflesso e ovviamente risarcimento per Malasanità.

Cosa dice la legge riguardo al risarcimento per errori nel trapianto del cuore?

La legge Gelli Bianco ridisegna i confini della colpa medica mettendo al primo posto la sicurezza del paziente senza dimenticare il diritto del professionista sanitario a lavorare con serenità e contiene norme che appartengono sia alla responsabilità penale sia a quella civile e anche aspetti amministrativi relativi al settore assicurativo.

Il medico, risponde della colpa per morte del paziente o per lesioni personali derivanti dall’esercizio della sua attività in caso di Colpa anche lieve per imprudenza o negligenza.

Colpa anche lieve dettata da imperizia qualora non vengano rispettate le linee guida o quanto queste ultime risultino inadeguate al caso.

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